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La storia dell’areale su cui insistono i nostri vigneti ci riporta ai fasti della città di Aquileia, fondata nel 181 a.C. dai Romani e divenuta una delle più importanti dell’Impero.
Aquileia fu non solo presidio politico e militare, ma anche
centro di commerci e di produzione vinicola importantissimo, introdotta dai legionari e di cui di fatto fu la culla in Friuli Venezia Giulia. “Roma fece della produzione del vino uno strumento politico per esprimere la pax romana, al fine di sposare, in tempo di pace, l’attività di una legione con la realtà agricola e sociale della terra occupata. A conferma dell’importanza strategica del vino, i centurioni tenevano nella mano destra un bastone chiamato vitis, che non era altro che un ramo di vite”. (Roma caput vini, di Giovanni Negri ed Elisabetta Petrini).
Fu così che ad Aquileia i legionari introdussero l’alberata, ossia le
viti maritate agli alberi. Lo storico greco Erodiano ci dà una immagine precisa delle vigne di quei tempi: nella campagna di Aquileia “disposti sono gli alberi ad eguali distanze, ed accoppiate sono le viti, formando un quadro giulivo, tanto da sembrare quelle terre adorne di corone frondeggianti”.
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